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	<title>Kind Of Blog</title>
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	<description>Qua se non mi sbrigo arriva il Rinascimento...</description>
	<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 08:37:43 +0000</pubDate>
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		<title>Hey, Soul Cisco</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 20:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KindOfBlog</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cisco]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete a che fare per professione col mondo del networking, non potrete, nemmeno sotto tortura, essere sfuggiti alle grinfie di mamma Cisco. Tralasciando tutti i discorsi che potrete aver sentito finora nel bene e nel male come il fatto del dominio incontrastato sugli apparati, sull&#8217;essere all&#8217;avanguardia, sul voler accalappiare qualunque tecnologia e buttarla in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete a che fare per professione col mondo del networking, non potrete, nemmeno sotto tortura, essere sfuggiti alle grinfie di mamma Cisco. Tralasciando tutti i discorsi che potrete aver sentito finora nel bene e nel male come il fatto del dominio incontrastato sugli apparati, sull&#8217;essere all&#8217;avanguardia, sul voler accalappiare qualunque tecnologia e buttarla in caciara, vi dico che non parlo di questo. Lo si è già fatto abbastanza. Parlo di quel pascolo umano che sono i corsi per le certificazioni Cisco. Ora chiariamoci: io ritengo le certificazioni, soprattutto quelle base, per fortuna/purtroppo molto utili dal punto di vista sia personale che tecnico. Dico quelle &#8220;base&#8221; perché lì c&#8217;è una concentrazione maggiore di elementi universali che, a meno che un giorno Cisco non deciderà di cambiare anche il concetto di indirizzo IP o di subnet, servono ancora a qualcosina. Quindi al contrario dei fanboy non mi sento di fare apologia di fascismo. C&#8217;è da dire anche che certe cose sono veramente ridicole.<br />
Cisco, per gli ignoranti in materia, ha la bellissima abitudine di prendere concetti comunemente noti al genere umano e di complicarli inutilmente, mettendoci una sigla lunga/lunghissima e facendolo fare a modo proprio. Un po&#8217; una cosa del genere:</p>
<p><em>&#8220;Mi scusi, dovrei andare al bagno.&#8221;<br />
&#8220;Certo, ma mi dica: che tipologia di servizio è?&#8221;<br />
&#8220;Beh saranno anche fatti miei.&#8221;<br />
&#8220;Eh no, la baracca è mia. Cosa deve fare: cacca, pipì o sciacquata di ascelle?&#8221;<br />
&#8220;Ma cos&#8230;?&#8221;<br />
&#8220;Risponda.&#8221;<br />
&#8220;Cacca.&#8221;<br />
&#8220;No, allora lei non deve fare cacca, deve utilizzare CUSP, Cisco User Shitting Protocol.&#8221;<br />
&#8220;E come funziona?&#8221;<br />
&#8220;Ma è semplicissimo! Deve urlare a tutti quelli nel corridoio che sta andando a fare la cacca, poi&#8230;lei e&#8217; mancino?&#8221;<br />
&#8220;No.&#8221;<br />
&#8220;Allora vada in quello di sinistra, quello di destra potrebbe chiuderla dentro e non farla uscire mai più. Poi non dimentichi di fare una capriola dopo aver tirato lo scarico.&#8221;<br />
&#8220;C&#8217;è altro?&#8221;<br />
&#8220;Si&#8217;, il coperchio della tazza si apre di lato.&#8221;</em></p>
<p>Per non parlare di roba come il VTP che per secoli ci hanno triturato i coglioni sul fatto che fosse utilissimo e all&#8217;improvviso è un buco di sicurezza.</p>
<p>Comunque, dicevamo della fauna che si trova nei corsi Cisco. Le tipologie principali di esseri che vi si possono incontrare sono (a parte quelli normali che però sono una rarissima eccezione):</p>
<p><strong>Il Sistemista super-senior con millemila anni di esperienza.</strong><br />
Non si sa perché la sua azienda l&#8217;abbia mandato al corso dato che è preparatissimo su tutto, o perché se lo sia pagato da solo dato che il corso è costoso e le certificazioni non hanno nessuna propedeuticità. Sa qualunque comando a memoria e completa le esercitazioni in un secondo. Fa troubleshooting con una mano sola e fa domande complicatissime del tipo &#8220;Se poi però configuriamo una tabella di routing inversa che fa rinviare i pacchetti in backbone e con un&#8217;interfaccia gli facciamo interrogare il DHCP possiamo riconfigurare tutta la subnet mandando tutto in trunk?&#8221; E questo quando l&#8217;istruttore sta ancora alla prima slide del primo giorno. Non è una cattiva persona, ma di solito puzza tantissimo e ha una cultura inferiore ad una casalinga dato che ritiene tutto ciò che non possa interrogare un DNS totalmente inutile.</p>
<p><strong>L&#8217;entusiastissimo.</strong><br />
E&#8217; li&#8217; perchè pensa che questo corso sia la sua consacrazione nell&#8217;olimpo del networking e dopo per lui le reti non avranno più segreti. Veste con scarpe fuori moda e polo o t-shirts di aziende di hardware e software. Suda tantissimo quando fa le esercitazioni, poi non le sa fare ed esige il silenzio durante le spiegazioni. Vuole capire anche il minimo cazzettino anche se l&#8217;istruttore lo rassicura sul fatto che quella battuta non era attinente al corso. Generalmente è simpatico quanto un eritema sul culo.</p>
<p><strong>L&#8217;esterno.</strong><br />
Ce ne sono più di quanti se ne immagini. Non fa per lavoro l&#8217;informatico. E&#8217; gente che ha sentito parlare della CCNA o della CCENT come delle cose che ti fanno capire davvero quello che fai con la rete e che sicuramente ti darà fama e successo. E&#8217; un po&#8217; come se uno per iscriversi a Facebook o farsi un account email dovesse studiarsi tutte le RFC, ma guai a farglielo notare perchè per pagarsi il corso ha detto addio alla vacanza. Si entusiasma per qualunque cosa e pure la più ovvia diventa la rivelazione del senso della vita (&#8221;Vuoi dire che se scrivo <em>ping</em> lui mi risponde? Pensa tu&#8230;&#8221;).</p>
<p><strong>L&#8217;intruso.</strong><br />
E&#8217; l&#8217;enigma più grande di tutto il corso. Non è ne&#8217; interessato all&#8217;argomento ne&#8217; ne ha la minima conoscenza. L&#8217;azienda l&#8217;ha mandato li&#8217; perché qualche volta in maniera bovina ha fatto qualche <em>show run</em> o ha attaccato qualche plug ethernet. Non fa domande o se le fa sono banalissime e fa capire benissimo che non ha capito una ceppa dell&#8217;argomento (&#8221;Ma &#8217;sti numeri, no? Cioè 255. Perché?&#8221;). Alle esercitazioni si caga addosso e alza le mani con la scusa che vuole vedere prima che fanno gli altri. E&#8217; come se gli avessero chiesto di operare qualcuno di appendicite con un tagliaunghie. Poi continua a non saper fare un cazzo e perde tempo a navigare su siti inutili durante la lezione. Puzza poco ma é perchè la mattina riesce a perdere tempo a lavarsi. Tanto del corso non glie ne frega un cazzo.</p>
<p><strong>La femmina.</strong><br />
Sembra stranissimo, ma ce ne sono. Stanno sempre in silenzio e scrivono come delle forsennate. Ogni tanto senti solo &#8220;scusa come hai detto? Firewall?&#8221; E poi scrivono <em>Fairuol</em>.</p>
<p>Al prossimo corso.</p>
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		<title>Ricevuto e volentieri pubblicato</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 10:28:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[La cosa di cui vi parlavo nel post precedente era il fatto che avrei voluto pubblicare a puntate un mio racconto. Fortunatamente per voi ci ha pensato prima di me la rivista online Hyde Park.
Cliccando qui trovate la prima parte. Per la seconda dovrete attendere qualche giorno.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa di cui vi parlavo nel post precedente era il fatto che avrei voluto pubblicare a puntate un mio racconto. Fortunatamente per voi ci ha pensato prima di me la rivista online <em>Hyde Park</em>.</p>
<p>Cliccando <a href="http://www.rivistahydepark.org/scrivere/racconti/contro-ogni-ragionevole-dubbio-parte-1-di-carmine-bussone/" target="_blank">qui</a> trovate la prima parte. Per la seconda dovrete attendere qualche giorno.</p>
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		<title>Mascherare e camuffare</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 07:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KindOfBlog</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Dato che va molto di moda passare per vittima, invece di ammettere che non ho un cazzo da scrivere dirò che sono la prima vittima della legge bavaglio. Ecco. Dovrebbe andare bene. Non è stata fatta ancora? Ma io sono avanti. C&#8217;è gente che già dice di essere contro, perchè io non potrei dire già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dato che va molto di moda passare per vittima, invece di ammettere che non ho un cazzo da scrivere dirò che sono la prima vittima della legge bavaglio. Ecco. Dovrebbe andare bene. Non è stata fatta ancora? Ma io sono avanti. C&#8217;è gente che già dice di essere contro, perchè io non potrei dire già adesso di esserne addirittura una vittima? E comunque non è assolutamente vero che non ho un cazzo da scrivere. E&#8217; solo che poi mi dimentico facilmente di quello a cui penso. Anche se l&#8217;ho scritto.  Proprio ieri <a href="http://www.myspace.com/voltini" target="_blank">Voltini</a>, senza saperlo, davanti ad un bicchiere di rum Arexons mi ha dato un&#8217;idea grossissima. Stay tuned.</p>
<p>Seconda cosa: due venerdì fa mi trovo davanti ad una puntata di Crimini che vedevo per la prima volta. Non ho mai provato tanta frustrazione e insieme a me l&#8217;hanno provata un sacco di persone che cercano di scrivere una qualche storia e si uccidono a trovare qualcosa di plausibile per farla funzionare. Il tutto è magistralmente sintetizzato a <a href="http://www.amlo.it/?p=733" target="_blank">questo</a> link. E si&#8217; che a Dazieri lo stimavo. Sarà stato anche lui vittima.</p>
<p>Di Taricone, forse.</p>
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		<title>A botte di sensi di colpa&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 20:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KindOfBlog</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mica Cazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[E purtroppo e&#8217; cosi&#8217;: se non avessi i sensi di colpa potrei fare pochissimo. La cosa buona e&#8217; che mi basta un senso di colpa piccolo piccolo. Non riesco a scrivere se non vedo che e&#8217; troppo lontana la data dell&#8217;ultimo post o del file salvato con quello che stavo scrivendo.
Non riesco a mettermi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E purtroppo e&#8217; cosi&#8217;: se non avessi i sensi di colpa potrei fare pochissimo. La cosa buona e&#8217; che mi basta un senso di colpa piccolo piccolo. Non riesco a scrivere se non vedo che e&#8217; troppo lontana la data dell&#8217;ultimo post o del file salvato con quello che stavo scrivendo.</p>
<p>Non riesco a mettermi a dieta se non vedo che esce un po&#8217; di pancia dal lato della maglietta.</p>
<p>Il brutto di tutte le cose e&#8217; che poi ci credo, ci credo, ci credo, poi mi distruggo le palle. Cosi&#8217;, ciclicamente. Come un fluttuante, poetico, bioritmo dei miei coglioni.</p>
<p>Certo, non mi riesce quasi mai niente. Non riesco a dimagrire, non riesco a concludere nulla e di tutto quello che mi piacerebbe fare non riesco a sentirne nemmeno l&#8217;odore ogni giorno che passa.  Ma poi penso che se non andassi su e giù, se non mi sentissi grasso e  poi no, se non rosicassi e poi mi sentissi qualcuno, come passerei il tempo?</p>
<p>PS: post di merda, lo so.</p>
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		<title>You can&#8217;t help yourself because yourself suck</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 19:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KindOfBlog</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<category><![CDATA[Università]]></category>

		<category><![CDATA[Past Life]]></category>

		<category><![CDATA[Mica Cazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono tanti gesti dei quali ci si puo&#8217; pentire e molto spesso il fatto che stai guadando un fiume di merda con la tua vita non è una buona attenuante. Ce ne sono moltissimi di più dei quali mettersi vergogna, e allora il periodo brutto può, effettivamente, diventare una scusa. Dentro di te però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tanti gesti dei quali ci si puo&#8217; pentire e molto spesso il fatto che stai guadando un fiume di merda con la tua vita non è una buona attenuante. Ce ne sono moltissimi di più dei quali mettersi vergogna, e allora il periodo brutto può, effettivamente, diventare una scusa. Dentro di te però sai che non è mai così.</p>
<p>Erano all&#8217;incirca cinque anni fa ed ero nel classico periodo in cui vedi tutti che ti superano sulla destra facendo ciaociao con la manina mentre tu sei fermo o quasi. Pensi che ovviamente qualcosa non va, però ci sono tante cose che ti fermano dall&#8217;andare a fondo: il fatto che non puoi permetterti di prendere pause, o di avere la dignità morale di accostare a bordo pista e fermarti. Tanto non hai mai avuto né tifosi né una squadra dietro.</p>
<p>Fermiamoci, allora. Il problema qual e&#8217;? Che domande, l&#8217;università. Il problema è che ci metti un mare di tempo per studiare delle cose che ti sembrano inutili, ma sai che non lo sono. Il punto è che per leggere una pagina fai uno sforzo tipo sollevare tua nonna. Con tutta la poltrona e il televisore. Poi giri la pagina e puf, non ricordi più una ceppa. Andato. Come un alzheimer, però light. Hai bisogno di qualcosa che ti faccia studiare meglio e che ti faccia ricordare le cose. Qualcosa che non ti faccia sentire un vecchio rincoglionito a 25 anni. Qualcosa che non ti faccia più sentire le urla di tua mamma che ti tratta come un povero deficiente e che soprattutto non sfoci nel codice penale.</p>
<p>Scartate le ipotesi illegali per manifesta tua incapacità nell&#8217;agire nel lato oscuro, cominci a vagliare tutte quelle cose che ti propongono e che una ricerca disperata su google ti presenta. Cominciamo coi metodi di studio proposti. “Ehi ma sono tali e quali a quelli che uso io!” Bocciati.</p>
<p>Ci sono i corsi per studio e memorizzazione che costano quanto sei stipendi e ti dicono “Si&#8217;, ci sarebbe un anno di lezione da seguire, ma tanto dopo due settimane hai già studiato per dieci esami e li hai passati tutti, quindi è un investimento.” Io sono coglione ma ho un limite superiore, a quanto pare. Ed è una buona notizia.</p>
<p>Poi c&#8217;e&#8217; il fondo del barile: i manualetti di aiuto. Ora, uno dei miei divertimenti più grandi in libreria è andare nelle sezioni dove ci sono i libri di autoaiuto e di strategie psicologiche su come averla vinta nel lavoro, nella vita. “Cambia la tua vita in 50 secondi.” “Diventa un vincente! Le sconocchiate davanti agli altri saranno solo un ricordo!” “Perdere lo scuorno? Mai più!” e così via. Dicevo: andare in queste sezioni e guardare chi pensa seriamente di acquistare questi libri é la vera iniezione di autostima. Prima di tutto perchè e&#8217; popolata da personaggi che trasudano tristezza anche se vestiti e pettinati bene. Potresti leggergli la vita che fanno solo dallo sguardo. Magari c&#8217;e&#8217; quello che vuole sembrare distinto ma si vede benissimo che e&#8217; uno che riesce a impressionare a stento la segretaria dell&#8217;ufficio. Non parliamo del disperato che non sai come sia arrivato alla terza media e ad avere un impiego e già sogna la sua escalation professionale all&#8217;interno dell&#8217;ufficio Informagiovani. Cose così, insomma. Durante queste mie incursioni nel mondo dei reietti mi imbatto in un libricino simpatico: “Photoreading” sottotitolo “Strategie dei Geni” (a Stoccolma si cerca ancora la spiegazione a certi attacchi di panico). Lo guardo e, ammetto, a prima vista sembra meno fesso degli altri (sapiente uso dell&#8217;eufemismo, a breve un chiasmo buttato lì ndA).</p>
<p>Per farla breve: ti insegna a leggere e memorizzare a tipo i cyborg dei film. La cosa sembra una cazzata immane, e in effetti lo è, però poi pensi che c&#8217;e&#8217; gente che lascia la famiglia, che uccide le mamme per i soldi del videopoker, che ti costa provare? 12 euro. Ngulo. Vabbè, e&#8217; l&#8217;unico investimento che mi posso permettere. Lo prendo.</p>
<p>Le prime venti-trenta pagine sono tutte dedicate al fatto che questo metodo deve diventare parte di te e devi sentirlo a fondo. Intanto l&#8217;unica cosa che senti a fondo è un&#8217;altra. Il primo esercizio è comicità pura: devi sfocare gli occhi e raggiungere il punto visivo – sensitivo in cui il tuo cervello è più attivo e sensibile. Devi cominciare a sfocare e incrociare lo sguardo fino a vedere una doppia costa del libro.</p>
<p>“Ma non vedo un cazzo!” “Non conta! Il tuo cervello non lo sa!” “Si&#8217;, ma che  leggo?” “Non capisci? Serve solo ad attivare i tuoi ricettori che dopo, leggendo velocemente saranno reattivissimi e memorizzeranno istantaneamente ogni cosa!”</p>
<p>Per verificare che stiate sfocando correttamente gli occhi si invita a fare la prova del salsicciotto, cioè a sfocare lo sguardo, a unire davanti al viso i due indici delle mani e a vedere un “salsicciotto” formato dalle dita che fluttua davanti a voi. “Lo vedete? LO VEDETE?!” “Si&#8217;, ma mi sa che fra poco lo vedrò da qualche altra parte&#8230;”</p>
<p>“Adesso dovrete entrare in uno stato mentale particolare e per farlo avrete bisogno di immaginare un cappello immaginario.”<br />
“Eh?”<br />
“Si&#8217;, un cappello immaginario, dovete entrare in uno stato psichico nel quale nulla più vi turba e siete totalmente rilassati. Inoltre il vostro punto focale deve essere più lontano della pagina.”<br />
“Sfocato e più lontano della pagina? Tanto vale che mi addormento&#8230;”<br />
“Non capite&#8230;per esempio quando guidate guardate lontano o dove finisce il cofano della macchina?”<br />
“Di solito però sto anche attento a non buttare sotto qualcuno o a non farmi prendere in pieno.”</p>
<p>“Questo cappello immaginario può avere la forma che desiderate&#8230;basta che vi sentiate rilassati e protetti&#8230;”<br />
“Anche a forma di cazzo?”<br />
“Come?”<br />
“Mi hai sentito bene, anche a forma di cazzo?”<br />
“Credo di sì, cioè&#8230;non so se i neuroni&#8230;”<br />
“Ok, mi basta.”</p>
<p>“Dicevo&#8230;respiriamo forte e immaginiamo di metterci questo cappello adesso apriamo gli occhi, li sfochiamo come abbiamo imparato, e cominciamo a sfogliare il libro velocemente, ritmicamente, anche immaginando che il ritmo sia quello di una canzone che conosciamo.”</p>
<p>Cominciando a invocare parecchi abitanti dell&#8217;aldilà il mio ego si piega anche a questo e comincio a sfogliare il libro velocemente.</p>
<p>“Avete finito? Bene. Adesso prendetevi un quarto d&#8217;ora di pausa e dopo rileggete tutto velocemente, ma senza fretta, vedendo le parole che attivano i vostri neuroni e segnandole. Vedrete come dopo un po&#8217; tutte i concetti prenderanno forma, si allargheranno a macchia d&#8217;olio nella vostra memoria e saranno scritte indelebilmente&#8230;”</p>
<p>Un crescendo di cavolate e un finale di inutilità.  Il manuale non serve ad una mazza. Forse mi serviva solo rilassarmi e basta. Ma senza infilarmi un cazzo immaginario in testa.</p>
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		<title>Avete ragione, sì&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 09:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KindOfBlog</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ho scritto un paio di cose e fra poco le pubblico qui. Intanto per praticità sono un po&#8217; più attivo su Twitter .
Ma torno, ah se torno.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto un paio di cose e fra poco le pubblico qui. Intanto per praticità sono un po&#8217; più attivo su <a target="_blank" href="http://twitter.com/KindOfTweet">Twitter</a> .</p>
<p>Ma torno, ah se torno.</p>
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		<title>101 metodi per riconoscere un imbecille</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 11:38:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[4) Con &#8220;mi diverto a trasformare le foto in Photoshop&#8221; intende dire che gli piace attaccare la sua facciona (o quella dei suoi amici invertebrati) in maniera sproporzionata sul busto di qualcuno. Ah e nel 90% dei casi quello che usa NON E&#8217; Photoshop.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>4) Con &#8220;mi diverto a trasformare le foto in Photoshop&#8221; intende dire che gli piace attaccare la sua facciona (o quella dei suoi amici invertebrati) in maniera sproporzionata sul busto di qualcuno. Ah e nel 90% dei casi quello che usa NON E&#8217; Photoshop.</p>
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		<title>Hell is here to stay</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 07:42:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA["Paradiso &amp; Inferno"]]></category>

		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>

		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho idea se esista o meno l&#8217;inferno. E, tranquilli, non intendo usare questa parola come una metafora per racconti ricchioni sull&#8217;infelicità della vita. Intendo proprio quel posto che ci hanno sempre fatto credere come pieno di fiamme, di urla e di gente simpatica. Supponiamo per un attimo che esista davvero un posto tanto simpatico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho idea se esista o meno l&#8217;inferno. E, tranquilli, non intendo usare questa parola come una metafora per racconti ricchioni sull&#8217;infelicità della vita. Intendo proprio quel posto che ci hanno sempre fatto credere come pieno di fiamme, di urla e di gente simpatica. Supponiamo per un attimo che esista davvero un posto tanto simpatico dove vieni cagato dopo la morte. Fuochi, lacerazioni, dolore, lacrime, sangue. Un dispendio incredibile e infinito moltiplicato per miliardi e miliardi di cristiani. Insomma, uno puo&#8217; inventare un casino di sofferenze, torture e quant&#8217;altro ma poi finiscono.</p>
<p>Facendo un passo indietro, riflettiamo un attimo su come i sistemi informativi dell&#8217;inferno dovrebbero funzionare. Da qualche parte dovrebbe esserci un database che tiene tutti i dati su di me e sulle cazzate che ho fatto nella mia vita, qualcuno o qualcosa le valuta e vede se devo andare o meno laggiu&#8217;. E se poi ci devo andare l&#8217;unica soluzione sono comunque torture infinite. Una mole enorme di dati che generano una decisione che alla fine somiglia a tutte le decisioni prese fino a quel momento, rendendo tutto il lavoro precedente praticamente inutile ( e questa puo&#8217; essere la testimonianza del fatto che all&#8217;inferno esistono i Project Manager).</p>
<p>Pensando a come si potrebbe ottimizzare la cosa mi e&#8217; venuto in mente che alla fine la sofferenza maggiore noi ce l&#8217;abbiamo qui, sulla terra. Che una coltellata, una sbudellata, una lacerazione da fuoco uno puo&#8217; avercela, ma poi finisce. Che c&#8217;e&#8217; di piu&#8217; doloroso e continuo di una figura di merda?</p>
<p>Ecco, io l&#8217;inferno lo farei cosi&#8217;: ogni nuovo arrivato viene portato in una arena enorme con un maxischermo di 1 Km di diagonale e miliardi di sedili. Sullo schermo vengono proiettate tutte le figure di merda della sua vita mentre lui e&#8217; seduto al centro su un piedistallo e visibile da tutti e un demone con la faccia di Silvan (riuscireste a pensare a qualcosa di piu&#8217; inquietante?) gli sta accanto e gli introduce ogni episodio. Ogni sedia e&#8217; dotata di cuffie per la traduzione simultanea.</p>
<p><em>&#8220;Lui adesso dice &#8216;Spero che non si veda la macchia marrone dietro&#8217;. La professoressa dice : &#8216;Ti sei macchiato?&#8217; &#8221;<br />
&#8220;La scritta dice &#8216; Fuori servizio&#8217;, ma lui la 50 euro l&#8217;ha messa già dentro.&#8221;<br />
&#8220;La mamma gli sta urlando di venire a pranzo e che gli vuole bene lo stesso anche con le emorroidi.&#8221;</em></p>
<p>E tutti a ridere, mentre le piu&#8217; grandi disgrazie della sua vita scorrono via. Mentre si vedono in HD le scene in cui balla, oppure parla da solo immaginando di conquistare la donna che di li&#8217; a poco lo trattera&#8217; come un rifiuto organico nel sacchetto sbagliato. La disperazione raggiunge livelli epici, lui piange mentre il demone parruccato si trattiene a fatica dal deriderlo. E sembra davvero un tormento senza fine. Rifletteteci: potrebbe durare anche 5 minuti, ma ad una povera anima sembrerebbe un&#8217;eternita&#8217; nel vero senso della parola.</p>
<p>Poi ad un certo punto schermo nero e la folla si zittisce.</p>
<p><em>&#8220;Oh, demone prestigiatore, non ne posso piu&#8217; di questa cosa. Non si possono avere i marchi a fuoco, il taglio degli arti a freddo, la terapia canalare?&#8221;<br />
&#8220;No, mi spiace, nuove regole.&#8221;<br />
&#8220;E&#8217; troppo, veramente troppo.&#8221;<br />
&#8220;Ne hai abbastanza?&#8221;<br />
&#8220;Si&#8217;, ti prego.&#8221;<br />
&#8220;Beh sono pur passati 150 anni.&#8221;<br />
&#8220;Ma io ne ho 80.&#8221;<br />
&#8220;Ma la registrazione era in LP.&#8221;</em></p>
<p>E dopo un po&#8217; che tutto sembra finito, l&#8217;anima si alza:</p>
<p><em>&#8220;Allora se e&#8217; finito io andrei a prendere posto nella cuccetta.</em>..&#8221;<br />
Si alza, ma una mano del demone lo blocca:</p>
<p><em>&#8220;Aspetta.&#8221;<br />
&#8220;Cosa c&#8217;e'?&#8221;<br />
&#8220;Quello era il primo tempo, adesso viene tutta la parte delle pugnette.&#8221;</em></p>
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		<title>101 metodi per riconoscere un imbecille</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 16:39:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[3) Per citare qualcuno ci mette sempre la professione preceduta dalle parole &#8220;il noto&#8221;.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>3) Per citare qualcuno ci mette sempre la professione preceduta dalle parole &#8220;il noto&#8221;.</p>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 15:35:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[2) Quando uno dice &#8220;ho la mentalità imprenditoriale&#8230;&#8221;, minimo ha già un paio di fallimenti alle spalle.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>2) Quando uno dice &#8220;ho la mentalità imprenditoriale&#8230;&#8221;, minimo ha già un paio di fallimenti alle spalle.</p>
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