Lunedì, 29 Ottobre 2007

Qualcuno dica a qualcun altro che io a Milano ci sono stato.
Qualcuno dica al mondo intero che io a Milano ci ho dormito e mi ci sono fatto pure il bidet.
Perché e’ un po’ fastidioso dire “ci sono stato” e vedere che non basta per evitare di farsi raccontare il viaggio di qualcuno che ci e’ stato. E io poi ho un repertorio limitato di frasi pronte. A un certo punto o sfanculo o cerco di parlare d’altro. A volte pur di non sentire uno che mi parla di Milano come uno che ha visto il mare per la prima volta mi inventerei di avere un attico a S.Babila.
Io ho un motto molto semplice: per amare un posto devi prima trattarlo con sufficienza, poi trattarlo male e poi dargli tutto te stesso. Bisogna fare finta di niente. Anche se prendi la linea sbagliata della metro, anche se ti trovi in una piazza di notte disarmato devi fare finta di niente e comportarti come se tu l’avessi fatto apposta.
Dire alla signora vicino a te “Si’, cara signora, mi sono fatto tutta la linea perche’ oggi mi va, ok?”.
Dire “Si’, cari marocchini e/o ucraini, io vengo apposta qui in piena notte perche’ oggi cosi’ mi gira, ok?”.
Devi dire “Certo, il portafogli e’ nella tasca destra e no, questo e’ falso”.
Poi puoi anche fingerti morto per terra.
Solo allora riesco ad amare un posto, quando prima posso fare finta di averci sempre vissuto e poi sentirmi come se davvero ci vivessi da sempre.
Non viaggio da un po’. Pero’ un po’ ti brucia quando sai di avere viaggiato tanto, che ti e’ sbattuto il cuore al Louvre e alla National Gallery, che hai bevuto le migliori birre e mangiato il fish & chips coi peggio criminali dell’East End, che sei andato in quad nel deserto quando i cafoni si facevano le gite sui cammelli, che sei andato in barca a vela alle Kornati e nel planetario di Monaco. Che hai amato tante città e per un attimo hai desiderato di essere viaggiatore e non banale turista per mollare tutto e non tornare a casa.
Che hai fatto tutta sta cazzo di lista solo per dire che un po’ ti girano i coglioni quando arriva uno e ti dice “…e poi mi credi? Manco una carta per terra!”
Qualcuno chiuda la porta.
Giovedì, 25 Ottobre 2007

…Mettici un pò di Locoidon
(Mia mamma come cura per patologie che vanno dal mal di testa all’Ebola)
Non ho mai creduto alle cure per tutti i mali, né tantomeno alle cose che fanno tutto in un pacchetto completo. Non ci credo che possa esistere una qualunque cosa che possa risolvere un sacco di problemi.
E se pure esistesse sarebbe pezzotta.
Per forza.
-Io ancora devo capire tu nella vita che vuoi fare
-Trovare qualcuno che mi paghi senza motivo
Pensare che si é senza un centesimo e senza una posizione é confortante. Piu’ che altro perchè non hai bisogno di altre scuse per nulla.
Non sto male pensando alla mia situazione, sto male pensando che servono troppe cose per uscirne, e un errore gravissimo che ho fatto é stato usare come livella quello che facevo. Avrei preferito usare le ragazze, ma la divisione per zero faceva andare fuori scala Excel.
Al liceo ero Uno che faceva il liceo.
Cominciata l’università ero Uno che doveva fare esami.
A metà università ero Uno che stava facendo esami e ne doveva fare altri.
Adesso sono Uno che sta finendo.
Poi forse sarò Uno che ha finito.
La verità è che non capisco mai un cazzo di chi o cosa sono.
E sono come in un limbo bruttissimo, ti guardi davanti…niente. Ti guardi dietro…niente. Ti guardi a destra…Autogrill mt1500. Oh meno male, dovevo giusto pisciare e comprarmi i Grisbi.
Martedì, 23 Ottobre 2007
- Ricordi Archimede di Siracusa? Un giorno il re andò da lui e gli chiese di stabilire se un regalo che aveva ricevuto fosse o meno di oro vero. A quel tempo non sapevano ancora come stabilirlo. Il grande matematico greco si tortura il cervello per settimane. L’insonnia lo tormenta, lui passa le notti a rigirarsi nel letto senza trovare risposta. Alla fine sua moglie che è esausta quanto lui visto che è obbligata a dividere il letto con il grande genio, lo convince a farsi un bel bagno per rilassarsi. E mentre sta entrando nella vasca fumante il nostro Archimede si rende conto che il livello dell’acqua aumenta. Spostamento! Ecco il modo per determinare il volume e di conseguenza anche il modo per determinare la densità, peso su volume. E così Archimede risolve il suo problema. Si mette a gridare “Eureka!” ed è talmente eccitato che corre nudo per le strade della città fino al palazzo del re per comunicargli la sua incredibile scoperta. E allora? Qual è la morale di questa storia?
- Che non devo scoraggiarmi?
- Sbagliato! Il punto focale della storia è la moglie. E’ lei che gli fa vedere le cose in una prospettiva diversa, e quindi tu devi andare a farti un bagno. Metti in folle il cervello o non arrivi da nessuna parte.
Pi - Il Teorema del Delirio
Io proprio non ce la faccio a mettere il cervello in folle. Non ce la facevo con quell’orrendo mostro che era la Vespa 200, figuriamoci col mio amato contrappeso della testa.
A volte me lo immagino tipo il piombino che si metteva nel muso degli aeromodelli. Io però non ero a conoscenza di questo fatto quando montai il mio primo modellino, e adesso ho ancora un cacciabombardiere in erezione nella libreria.
In folle dicevamo…e non ci riesco. A volte metto la macchina in folle sull’autostrada qualche chilometro prima del casello per vedere da che distanza riesco ad arrivarci balisticamente data la velocità iniziale. Per poi immaginare 30 secondi dopo uno schianto con il curvone dell’uscita e dire a quelli dell’ambulanza “Oh ma per poco così, eh…”.
In folle…a volte immagino che la porta di camera mia si spalanchi e vengano o mia mamma o mio padre e in preda ad un attacco di incazzatura mi piantino un’accetta dietro la schiena. E poi finiscono il mio cadavere ingiuriosamente urlando ad uno ad uno i numeri dei bollettini MAV delle mie tasse universitarie.
Anche per questo ho paura di ascoltare Hip To Be Square mentre sto al PC anche se adoro Huey Lewis.
In folle…qui mentre sto a chiedermi a cosa cazzo serva la logica N-Mos A ME, non a te eh, non a te professore di elettronica che, pellamordiddio, hai scelto tu di fare questo. Non a te, studioso delle problematiche di oggiggiorgio dei circuiti integrati che, pellamordiddio, lo vuoi fare, fallo. Non a te, simpatico clochard che passeggi qui sotto e hai trovato i miei appunti nel cassonetto. Ma perchè A ME?
Bah poi si lamentano che la gente esce di casa e spara.
Per forza, pensa alla logica N-Mos…
Domenica, 21 Ottobre 2007
Piccola parente:
A proposito del post di ieri e della legge sul ROC sui blog etc. Leggo oggi il post di Macchianera che é abbastanza interessante nel suo essere controcorrente. In effetti potrei anche essere d’accordo, però c’è una cosa che non mi piace.
Primo: leggere. Secondo: collegare il cervello. Terzo: domandarsi “A che mi serve il blog“. Quarto: rispondere onestamente.
Ecco sto tono come a dire “Io ciò il manuale di istruzioni e voi no” si poteva pure risparmiare visto che l’unico elenco a punti che accetto é quello della calibrazione della batteria del portatile. E quando uno mi dice “Allora: numero uno…” deve ringraziare che non ho il porto d’armi. Nulla di personale, ci mancherebbe. Però uno ha anche il diritto di staccare e attaccare il cervello per fare il blog un po’ come cazzo gli pare. E Chuck Norris non ha manco niente da ridire.
Chiusa parentesi di attualità, apriamo il post con quello che mi era venuto in mente da scrivere.
Il Jazz é morto. A me non me ne frega un cazzo perchè non mi è mai piaciuto tantissimo, ma aspettate. Tanti anni fa stava solo andando ad aceto, ma chi ancora ne capiva qualcosa era troppo orgoglioso per ammetterlo. Adesso invece é morto ma tutti lo vogliono tenere in vita come una reliquia votiva alla quale delle bizzuoche patetiche portano offerte in denaro. Ormai questa parola serve solamente a dare aria alla bocca dei pancabbestia/fricchettoni e a far spendere decine di euro in alcool a ridicoli quarantenni.
E orde di cafoni tengono in mano le redini di questo fantoccio. Non ce l’ho col morto, il titolo del mio blog ne è un esempio. Ce l’ho coi becchini.
Tutto questo preambolo perché oggi al cesso non porto il mio Rat-Man di fiducia e faccio affidamento sui Grazia e i Casaviva di ordinanza. Mi scappa l’occhio su una intervista ad uno dei grandi attori di questo secolo e dei precedenti: Kim Rossi Stuart (ebbeh…). Costui ha appena interpretato in un film il ruolo di un pianista jazz che si é scapezzato con la testa. Non mi ricordo manco chi sia, a testimonianza della stima che ho per questa musica. Ovviamente era tutto pieno di “aaaah ma il gezzz e’ la mia vita…ah ma il gezz e’ tutto….aaaah ma il gezz è il genio aaaaah….” poi il colpo di genio vero :
A lei interessa la politica?
“No, per niente […] io farei governare il paese ai filosofi…”
MECOJONI! Ai filosofi! Mica ai primi che vengono… Ai filosofi! Ma visto che vorrebbe i filosofi al governo perchè invece di farsi pagare in denaro non si fa pagare in bestiame? Vuoi mettere? Molto più spirituale. Molto più niueig. Molto più gezz…
Come se io dicessi “Ma io sono un anarchico insurrezionalista” mentre sono in fila a consegnare il modello Unico
Kim, Kim…già tieni il nome di una sigaretta di scarsissima qualità (e lo so perfino io che non fumo) perlomeno dimmi che a fare/dire quello che fai/dici tu si chiava un sacco che così ti dò pure ragione.
Venerdì, 19 Ottobre 2007
Io mi apro il blog e fra le notizie del giorno c’é il disegno di legge che vorrebbe regolamentare blog, giornali online, cazzi e mazzi vari. Non mi preoccupo per nulla. Mi ricordo della legge sul p2p che faceva cacare sotto tutti quanti. Interrogazioni parlamentari, interrogazioni a scuola, emendamenti, appelli all’UE, al Papa e all’ Associazione Medici Dentisti Italiani (che quelli sono potentissimi, altro che la massoneria o gli Illuminati) e adesso i senegalesi coi DVD falsi stanno sempre lì e eMule funziona ancora. Però mi fa piacere che sia successo adesso. Così potrò sempre ricordarmi quando ho aperto il blog e tutto ciò mi ricorderà sempre dell’alone di sfiga cosmica che un po’ mi accompagna. La sfiga fa ridere, e questo già mi piace.
Allora mi dò una carica di autostima leggendo il blog di Grillo volontariamente non linkato fra i miei preferiti. Dopo l’ennesimo commento del laureato in lettere precario col contratto a termine (e penso che un po’ se lo merita di essere precario e deve pure considerarsi fortunato, dato che laureato e buono scrive ancora “stò” e “quà” con gli accenti) faccio un respirone e chiudo.
I cani, quelli sì che hanno capito tutto. Il mio per esempio capisce tutto di merda, è un intenditore. Mentre lo porto a passeggio sta ore ad annusare le merde dei cani altrui. Non capisco perchè, ma io di merde ne so poco, quindi mi sto perché capisco che lui è superiore. Però poi penso che è pure fortunato a stare con me e chissà chi l’ha raccomandato. Ci vuole la ciorta pure a essere cani.
Adesso mi ricordo che ho messo a scaricare la terza puntata della seconda stagione di Dexter ed è finita.
Giovedì, 18 Ottobre 2007
Non avrei mai pensato che un giorno avrei speso X euro per aprire questo sito e metterci un blog. “X” non l’ho scritto perche’ non voglio far sapere quanto ho speso, l’ho messo proprio perche’ non conta l’importo totale, ma e’ proprio il concetto di spendere una qualunque somma in generale che mi ha stupito. Un po’ l’ho fatto perche’ volevo qualcosa di serio su cui scrivere e che fosse tutto mio, un po’ perche’ Splinder prima aveva seriamente rotto le palle con le sue limitazioni e pure per postare una foto bisognava prima farsi il segno della croce, poi capire il fenomenale concetto di gallery multimediale che in teoria ti dovrebbe permettere di condividere meglio i contenuti, in pratica non fa altro che fracassarti i coglioni. Poi mi e’ preso l’ingrippo per il sito mio, per Wordpress e compagnia bella, ho rinunciato a un mese di gasolio ed eccomi qua. Gli ingrippi sono fondamentali nella vita: ti permettono di arrivare fin dove nessun ribrusciato e’ mai arrivato prima, ti fanno vedere tutte le disgrazie del mondo sotto un’altra luce (”si’ si’, la guerra in Irak, proprio una disgrazia…però vuoi mettere con una macchina nuova?”) e soprattutto ti fanno sempre avere piu’ denari di quanti realmente ne hai.
La tragedia arriva quando dopo che l’ingrippo e’ passato ti trovi a girare sottosopra i divani di casa per trovare i 10 centesimi per pagarti il pacchetto di gomme. Peggio del crash da crisi da astinenza. E si torna alla realta’. Chi si ingrippa e’ un tossico. Drogato.Barbùn.
Vabbe’, il primo post non e’ un granche’, pero’ abbiate pazienza. Intanto posate qua a terra le piante e andate al buffet.
Credits and stuff
Copyright © Kind Of Blog | Powered by WP 2.2.1. | Tree by Headsetoptions and MandarinMusing a minimal theme based on HyperBallad
Il tema è stato leggermente modificato dal sottoscritto. O sovrascritto, dipende adesso cosa state leggendo.
Questo sito si vede bene con Firefox e abbastanza bene con Safari. Se proprio volete farvi del male potete anche provare a vederlo con IE.
Oll rraiz riserved.
Tutti i contenuti di questo sito sono su licenza Creative Commons.
Back to Content