Lunedì, 30 Novembre 2009

Il viecchio e il lungomare

C’e’ la famosa leggenda metropolitana secondo cui Ernest Hemingway avrebbe scritto un racconto in sole sei parole:

For sale. Baby shoes. Never worn.

Ora: io non arrivero’ mai alle vette del signor H nemmeno nelle leggende metropolitane. Pero’ ci ho provato pure io.

Fermo senza speranza. Un sogno. Telepass.

 

Ma e’ bucato? Mannaggia la puttana!

 

“Ti considero un amico”. “Non chiaviamo?”

 

Sono preparato. Torno la prossima volta.

 

Mignolino del piede. Spigolo. Una iastemma.

 

Adesso, da bravo nerd, ho anche io il mio twitter. Un’altra cazzata che durera’ pochissimo ma dalla quale non potevo esimermi. Se volete seguirmi fate pure. Basta che non scriviate con le K e i NN e abbiate un minimo di materia grigia funzionante (non si intende mai usata). Se non avete ancora capito dove cliccare per andare al twitter lasciate stare, non e’ cosa per voi. Andate a controllare la lavatrice se ha finito.

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Giovedì, 26 Novembre 2009

The useless algebra of women (Part 1)

“Se non mi salutano, io non saluto. Sono una donna, io.”

Questo scempio qui sopra e’ quello che ronza continuamente nella testa di un tipico prototipo di razza umana basata sul carbonio: la quarantenne disperata. Per disperata intendo una donna ormai inserita in una terrificante spirale che comincia con la consapevolezza della propria inutilità a questo mondo e della sua totale mancanza di conoscenza di qualsivoglia argomento serio. Insomma, le conoscerete: quelle tipiche amebe alle quali basta indossare un auricolare bluetooth per pensare di essere invidiate.

No, tranquilli, non ho ne’ la pretesa ne’ la capacità di sostituire Betty Moore.

Analizziamo la cosa:

“Se non mi salutano, io non saluto.”

Un essere non solo irritante ma anche eterotrofo, insomma. Ha deciso che lei non saluta. La premessa e’ gia’ di per se assurda (1). Il problema ulteriore e’ che la cosa sottintende:

“Se non salutano sono dei maleducati gli altri”.

Immediatamente traggo una conclusione assiomatica basata su una regola avallata solo da me. Un po’ come dire:

“Se entra qualcuno in questa stanza e’ per forza uno stronzo”

In una sola botta ho classificato il mio complemento (tutto cio’ che non sono io) e mi sono creato una regola che dovrebbe avere un fondamento ma che in realta’ e’ venuta dal nulla.

“Sono una donna, io.”

Ammettendo la diversità non si sa se si ammette una superiorità o una inferiorità ma in qualunque caso, chi cazzo sarebbe costei per non salutarmi?

Ma il vero terrore e’ la domanda che farebbe crollare tanti pilastri di questo mondo:

“Perche’?”

“Per rispetto…”

Ma che minchia c’entra? Il rispetto dovrebbe essere ipoteticamente two-way, perche’ con le donne dovrebbe valere una asincronicità? Se valesse sarebbe una palese affermazione di sottomissione.

“Per educazione…”

Vedi sopra.

“Beh per il galateo…”

Il galateo e’ una accozzaglia di stronzate create apposta per gente che, non essendo in grado di usare il comune buon senso per chiari limiti mentali, ha bisogno della regoletta scritta. Proprio come le sceme che invece di capire la regola di grammatica si fanno gli schemini sui quaderni con scritto “SI - NO”.

“Ma allora non capisco, io…”

Su, su, tranquilla. Siediti qui e non ti muovere. Adesso finisce tutto. Tranquilla che il cellulare puoi continuare a usarlo.

“Ma…”

Sshh, su. Buona.

(1) Mi diverto a immaginare due esseri cosi’ chiusi in una stanza. In teoria dovrebbero rimanere mute all’infinito.

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Lunedì, 16 Novembre 2009

Le invenzioni del millennio

Un’idea che ho appena avuto: siete mai entrati in bagno a casa vostra a prima mattina o anche in ufficio e vi siete chiesti “ma quanti gradi ci saranno?”

Ecco l’idea: il termometro basato sulla lettura del periodo d’onda dell’urina.

Voi andate in bagno, cominciate la vostra reale minzione poi ad un certo punto quel brividino di freddo che fa sbattere di qua e di la’ il vostro flusso. Bene, la vostra pipi’ in quel momento ha generato un’onda che se letta da un frequenzimetro a laser puo’ essere collegata ad una misura di temperatura: piu’ tremi, piu’ freddo fa.

Adesso che diventero’ ricchissimo grazie a questa invenzione che soppiantera’ tutti i termometri del mondo sappiate che vi vorro’ bene lo stesso.

Seguono diagrammi :

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Venerdì, 13 Novembre 2009

The less you have…

Ti chiudi in te stesso, velocemente. Non hai quasi tempo di respirare. Hai un solo obiettivo in mente. Ti accorgi che non hai quello che volevi, ma e’ comunque troppo tardi per tornare indietro e lasciar perdere. Qualcuno potrebbe soffiarti via anche il poco che hai adesso. Ansimi piano, poi forte, poi ti siedi e ti riposi. Poi corri ancora di piu’ col cervello. E’ difficile, fra le mani hai poco e niente. Vai avanti, indietro, torni avanti alla ricerca di non sai manco tu cosa. Ti rendi di nuovo conto che forse non ce la puoi fare, ma un attimo dopo insisti. Avanti, indietro. Cerchi un particolare, qualcosa che possa aiutarti, anche la cosa piu’ piccola che possa darti una spintarella. Qualcosa che possa far accendere una lucetta. Niente. Forse lo trovi, decidi di provarci. Come va, va. Il cervello corre a mille, pensi cose che non avresti mai avuto il coraggio o la vergogna di pensare. Vai avanti e corri  come un giaguaro impazzito nei tuoi pensieri, senti gli artigli che stringono la tua materia grigia. Stringi i denti…ancora e ancora. Chiudi gli occhi e il collo si tira fortissimo. Poi finisce. Finisce tutto. Brividi. Il tuo corpo lo ha appena saputo. Un secondo dopo il tuo cervello

E mica e’ facile…farsi una pugnetta quando il bagno ci sta solo il Casaviva.

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Mercoledì, 11 Novembre 2009

Template per canzone di gruppo alternative napoletano

Per tutti quelli che vogliono diventare il nuovo idolo dei fricchettoni e radical chic all’ombra del Vesuvio una ricetta veloce veloce:

Prendete una base tipo quella delle tastiere Casio anni ‘80 (se non sapete di cosa parlo prima vergognatevi e poi pigliatevi a schiaffi da soli) poi cantate il testo seguente piu’ volte e ogni volta scegliete una parola diversa fra quelle proposte fra le parentesi graffe.
Metteteci un riff di merda alla fine di ogni giro fatto sempre con la tastiera di cui sopra oppure prendete uno di quei gruppetti del cazzo solo violini e violoncelli e fateci suonare tre-quattro note con molte sincopi a cazzo. Una spruzzatina di tammorra e il gioco e’ fatto.

Testo

Dint’ a {stu vic’; sta’ città; sta terra} si coccrun’ me vedess’
Me sent’ {male ; bbuon’} quann’ me ferm’ {a’ polizia ; a’  guardia}
Cu stu’ {calor’ ; fridd’} nu se capisc’ nient’ te tras’ int’o’ cerviell quann te faje { a’ robb’ ; o’ kobrett’ ; o’ cannon’} . Te vec’ e tu me ric’ { “ue’ fratè”; “compa’ comm’ staje?”}. Scennimm’ a copp’ {O’ Vommer’ ; o’ mezz’} Fin a dint’ { o’ vascio ; a’ Ferrovia ; a’ Sanità} Perche’ je song’ { Malament’ ; Nu chiattill’} Ma me piac’ e’ me {vesti’ ; fa’ e’ cann’}. Je teng’ {tutt’ cos’, manc’ o’ cazz’} ma m’a’ facc’ a pper’, e ssent’ mmiez’ a via { stu pes’ ncopp’ e’ spall ; sti fantasm’ ca me guardan’} o’ sacc’ ca ce stann’ ma nun vec’ addo’. Allora {la camorra ; a’ munnezz’} e’ problema originale…

Rit:
A’ pallottola ca spar’, o’ drogat’ comme staje?
Roberto, la scorta. O’ fumm’! A’ finanz’!
Ricordati di me quann’ vir’ {o’ babba’ ; o’ fiore e’ latt’}
A’ metro senza bigliett’, O’ Stato nun ce sta’.

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Martedì, 10 Novembre 2009

Piccoli bimbi sovrappeso

Prima della terza media non ero mai stato conscio di essere sovrappeso. Non perche’ volessi ignorarlo o perche’ non sapessi cosa significava. Semplicemente non mi ero posto il problema. Per me non era un “sovra” inteso come qualcosa di sbagliato, ero io che ero cosi’, punto. Poi un bel giorno viene il medico a fare la visita e a me le visite non erano mai dispiaciute. Vaccini,iniezioni, prelievi, visite oculistiche, non mi avevano mai spaventato, fino ad allora. E’ vero anche che non avevo mai fatto una rettoscopia o qualcosa che iniettasse positroni a cazzo nel mio corpo, ma allora cosa ne potevo sapere? Un bel giorno il dottore ci mette uno di fianco all’altro a me e altri tre o quattro compagni miei e ci passa in rassegna. Agli altri misura la pressione, sente il cuore e i polmoni, guarda i denti e poi li lascia andare. A me fa “Tu resti per ultimo, non ti muovere.”

Ed esce.

Io rimango pietrificato e sento il mio buco del culo che si trasforma in un dispenser di granite. Si’, ero quasi sicuro che il vapore gelato che esce dal freezer quando si apre velocemente fosse simile a cio’ che adesso stava uscendo dal mio ano. Quando ritorna ha una specie di pinza in mano e io gia’ sto pensando a quale parte del mio corpo fosse in vena di asportare. I denti? Gli occhi? Poi ipotizzo che forse non vuole estrarre, ma infilare. Panico. Poi mi fa levare il maglioncino e la maglietta intima e comincia a pinzarmi i rotolini di grasso della pancia e delle braccia. “Ma che cazzo fa? Pizzica?” Insomma non sapevo se sarebbe dovuto succedere qualcosa, se dovevo sentire qualcosa, se bello e buono avrebbe premuto fortissimo e mi avrebbe tranciato di netto un pezzo di pancia. Niente. Mi fa salire sulla bilancia e li’, per la prima volta in vita mia ho avuto paura della gravità. L’asticella col peso cadde da una parte e quando si bilanciò il dottore esclamo’ “Giovano’ sei sovrappeso, cosi’ non va bene.”

Non avevo mai avuto paura di cadere e di farmi male. Quando andavo in bicicletta era un continuo di graffi, lividi e strusciate piu’ o meno profonde. Non mi facevano niente. Vedevo i miei compagni con le sbucciature enormi e le braccia ingessate come si guardano gli eroi di guerra. Adesso la semplice misura con la quale la terra mi trattiene a se’ mi stava mettendo davvero terrore. Una volta tornato in classe fu come se mi avessero violentato. Non parlavo, pensavo quasi sottovoce. Forse era stata una rivelazione, o forse una specie di maledizione che mi avrebbe accompagnato per chissa’ quanto. Ad un tratto sentivo il mio peso quando salivo le scale, quando pedalavo,quando correvo, quando maldestramente calciavo un pallone pensando che forse un giorno avrei imparato a giocare bene. Ad un tratto avevo uno spunto per capire forse perche’ le ragazzine non mi avevano mai rivolto la parola, al contrario dei miei amici che cominciavano a capire le prime cose e a dare i primi baci. Ad un tratto non mi sentivo grosso, mi sentivo sbagliato. Io non mangiavo dolci, non mi abboffavo, i miei amici mangiavano panini, cornetti e pizzette come se niente fosse, io nulla. Eppure io ero quello che non c’entrava nulla.

Mia mamma ha due livelli di allerta. Il primo e’ quando una cosa viene detta la prima volta:

“Ha detto il dottore che sono sovrappeso…”
“Eh significa che devi mangiare un po’ meglio e muoverti di piu’…come fanno i tuoi compagni.”

Il secondo e’ quando la stessa cosa viene detta da mio padre: significa che e’ talmente sputtanata da aver raggiunto un livello di emergenza secondo solo al Defcon 1:

“Ho visto il dottore che ha visitato Carmine…ha detto che sta bene, pero’ e’ TROPPO sovrappeso…” enfatizzando la parola “troppo” con il movimento delle mani davanti alla pancia

Due giorni dopo eravamo dal dietologo e due settimane dopo avevamo la mia prima dieta. Avevo 12 anni. Era Ottobre.

Quando lessi certe cose quasi non ci credevo:

30 Grammi.
40 Grammi.
Un cucchiaino di olio.
Niente zuccheri o dolci.
2 Crackers
Yogurt magro.

Sapendo che mia mamma gettava circa 100 grammi di pasta a testa, immaginai un piatto di spaghetti e lo divisi per tre e qualcosa. Il risultato non mi piacque.

Feci questo per due mesi. Persi due chili e mezzo e non cambio’ una mazza nella mia vita.

Venerdi’ scorso ho fatto trent’anni. Ogni volta che mi guardo mi viene in mente quel dottore e la parola “troppo”e mi sento quasi male quando vedo un po’ di pancetta che mi esce di lato. Invidio non tanto quelli che hanno il fisico (in quel caso rosico e basta, ma poi passa), ma quelli che nessun dottore ha misurato con una pinza. Poi mi viene in mente che i sacrifici che si traducono in una perdita di tempo sono un’altra costante della mia vita. Poi penso che devo prendere la vita con piu’ leggerezza.

A botte di 30 grammi e 40 grammi. Forse.

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Mercoledì, 4 Novembre 2009

I dolori di un giovane ribrusciato


- Tre post in un anno?

- Essì

- Nemmeno le zoccolette che se lo aprono e dopo un po’ si stancano perche’ devono sforzarsi a pensare in italiano.

- Essi’

- Ma almeno saranno stati tipo tre cose epiche, tre cose monumentali, importanti, che manco tre encicliche…

- Macchè, erano tre minuscoli e facevano pure cacare.

- Ma sto blog…ma che cazzo l’ha aperto a fare?

- Eh gli era venuta la scimmia del blog, di wordpress…e mica se ne poteva fare uno gratuito, come un sacco di gente pure famosa…

- Quindi ci ha perso pure il tempo oltre che i soldi…

- Eccerto, e sapessi quante ore perse appresso a quel cane che piscia sull’alberello che sta vicino al titolo.

- E a parte la voglia di farsi il blog, voglio dire, era davvero convinto di scrivere qualcosa di buono?

- Per un periodo sì, poi e’ andato crollando che manco Lehmann Brothers gli ultimi giorni…

- E qualcuno lo seguiva sto blog? Cioè qualcuno che non era lui lo leggeva?

- A volte si’, ma se gli andava di culo ci era capitato per caso.

- Ma ha mai scritto qualcosa di serio? Nel senso: e’ mai stato giudicato pubblicabile da qualcuno che non fosse la sua mente?

- Ovviamente no. Cioe’ ha scritto parecchi racconti e solo un paio li ha messi online. Nessuno se li e’ inculati né e’ diventato famoso ne’ niente. Una volta ha partecipato ad un concorso e non solo non ha vinto, ma gli e’ arrivata pure la lettera degli organizzatori che gli dicevano che il suo racconto non aveva vinto e avevano pure sbagliato il titolo.

- E adesso torna?

- Dice di si’, magari ci riprova. Magari ci riesce a scrivere qualcosa di buono.

- Magari qualcuno in piu’ di quattro gatti ci riesce a raccoglierli, dici?

- Magari…

- Ma non ho capito ancora una cosa: nessuno se lo caga, nessuno lo legge, spende i soldi per il dominio…ma perche’?

- Forse crede davvero di saper scrivere. Pero’ mo’ che mi ci fai pensare, addirittura il dominio a pagamento…insomma anche gli scrittori seri, pure famosi, hanno il sito gratuito.

- Forse gli altri siti non avevano il cane che pisciava…

- Gia’, il cane che pisciava…

- Eggia’…

4 commenti » Nella Categoria: Annunci, Mica Cazzi, Pensieri, Senza categoria by KindOfBlog alle 9:50.

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